Sindaco, Insegnante e ingegnere

Eugenio Bottini
Eugenio Bottini
Nacque a Sanremo il 7 settembre 1874 da Giovanni Battista e da Rosa Martini. Laureato in Ingegneria, svolse l’attività professionale di ingegnere dedicandosi anche all’insegnamento delle scienze matematiche nelle locali scuole secondarie. Dopo le elezioni amministrative del 24 marzo 1946, venne eletto sindaco a larga maggioranza dal Consiglio comutìale nella seduta del 12 aprile successivo.
Vb_300_300_16777215_00_images_personaggi_Personaggi_eugenio_bottini_nave_affondata.jpgarata la Giunta municipale, di cui facevano parte anche l’avvocato Guido Roggero e Augusto Alberti, la sua amministrazione si occupò innanzitutto di far rimuovere le macerie del recente conflitto, demolendo le costruzioni pericolanti e riparando le strade danneggiate dai bombardamenti; si rese necessario anche liberare il bacino portuale da numerose imbarcazioni affondate, insieme ad una grossa nave carica di pietre che ostruiva l’imboccatura del porto.
Nel corso del suo mandato incaricò inoltre un gruppo di ingegneri e architetti sanremesi, diretti dall’ingegner Bartolomeo Corradi, di redigere un piano regolatore della città, poi terminato alla fine del 1947, che prevedeva lo spostamento della ferrovia a monte, ponendo un vincolo al disordine edilizio delle nuove costruzioni che stavano cominciando a sorgere lungo il litorale.
Nel 1947 venne anche inaugurata la nuova sede del Mercato dei fiori, situata in corso Garibaldi a fianco della chiesa di Santa Maria degli Angeli. Il nuovo mercato floricolo occupava una superficie di 7.200 metri
quadrati di cui 6.000 destinati all’area di contrattazione e 1.200 a uffici e servizi vari. Al mercato si poteva accedere attraverso tre ingressi: corso Garibaldi, via Marsaglia e via Volta. La struttura conteneva inoltre tutti i servizi istituzionali e privati necessari allo svolgimento delle attività agricole e commerciali, ma non disponeva di un proprio parcheggio, fatto quest’ultimo che avrebbe creato in seguito non pochi disagi ai numerosi utenti del mercato stesso.
Il 25 gennaio 1947 riaprì invece il Teatro dell’Opera del Casinò, che avviò per l’occasione una proficua collaborazione con la direzione artistica del Teatro alla Scala di Milano e del Teatro dell’Opera di Roma.
L’Amministrazione da lui presieduta si occupò anche della copertura dei torrenti e della sistemazione di via Martiri della Libertà, che venne affidata alla ditta Bertolo. In quei mesi il Consiglio comunale discusse pure dell’opportunità di costruire un nuovo palazzo di giustizia, in quanto quello vecchio era stato distrutto dai bombardamenti e quello allora ospitato all’interno di Villa Ormond era del tutto provvisorio, ma per il momento non se ne fece nulla.
Nel frattempo, a un anno di distanza dalla sue elezione, Bottini rimase vittima di un vero e proprio colpo di mano da parte dei consiglieri di maggioranza, che avrebbero voluto impedire che la Giunta concedesse la gestione del Casinò a un’altra società, dal momento che gli azionisti della concessionaria reggente allora le sorti della Casa da gioco, la C1RT, stavano attraversando un periodo particolarmente difficile a causa di
una serie di problemi finanziari e amministrativi. Dopo alcuni viaggi compiuti da lui a Roma insieme a vari assessori, il 29 dicembre 1946 il Comune decise pertanto di rinnovare il contratto d’appalto del Casinò alla Società CIT (Compagnia Italiana Turismo), subentrata alla fallita CIRT.
Nell’aprile 1947, dopo le dimissioni dei consiglieri comunisti Buttafava, Napolitano e Rossi per la questione del Casinò, Bottini si vide quindi costretto a dimettersi da sindaco, venendo poi sostituito dall’avvocato democristiano Paolo Manuel Gismondi. Oltre ad aver ricoperto la carica di sindaco, fu anche presidente per vent’anni dell’Opera Nazionale Maternità e Infanzia di Sanremo, presidente per quindici anni dell’Asilo Infantile “F. Corradi”, presidente della Federazione Operaia Sanremese e presidente delle Opere Pie Cqmunali Riunite. Morì a Sanremo, all’età di 97 anni, il 23 marzo 1972.

(Fonte: Vite di Sanremesi Illustri di A. Gandolfo)