La Chiesa di San Martino

Cartolina votiva
La storia della chiesa è legata alle vicende della famiglia matuziana dei Parodi, il cui esponente Giovanni, detto Jan, era emigrato in Ecuador con la moglie Luigia Goeta in cerca di fortuna, stabilendosi quindi nel 1888 nel paese sudamericano, dove i coniugi sanremesi impiantarono un’attività commerciale. Quando si trovavano nella città di Guayaquil, durante un afoso inverno tropicale del 1893, Giovanni Parodi fu colpito da un violento attacco di febbre gialla che lo ridusse in fin di vita, tanto che i medici accorsi subito al suo capezzale non nascosero la loro viva preoccupazione sulle condizioni disperate del paziente, al quale gli stessi dottori non diedero più di un giorno di vita.
La chiesa negli anni '20Profondamente sgomenta e affranta, la signora Parodi, che era una donna estremamente pia e devota, decise di recarsi presso la vicina cattedrale di Nostra Signora della Mercede, una Madonna assai venerata nei paesi di cultura iberica e alla quale si suole attribuire il potere di proteggere gli schiavi e i prigionieri in genere; rivoltasi a Maria Vergine della Mercede, Luigia Goeta implorò la grazia per suo marito, pronunciando solenne voto che, al ritorno in patria, lei e il suo consorte si sarebbero fatti promotori dell’erezione di una chiesa dedicata alla Madonna della Mercede nel loro rione d’origine, che era appunto quello di San Martino a Sanremo. Nella notte successiva all’accorata preghiera della signora Goeta, Giovanni Parodi si sentì miracolosamente molto meglio, tanto che quando, la mattina dopo, il medico curante giunse nella sua abitazione per constatare il prevedibile decesso del paziente, trovò Giovanni perfettamente ristabilito e in ottime condizioni di salute.
Panoramica sulla chiesa negli anni '20Villa MercedeRientrati in Italia intorno al 1900, i coniugi Parodi decisero allora di esaudire il voto fatto alla Madonna della Mercede in Ecuador e diedero incarico nel 1902 all’ingegnere nizzardo Giulio Franco Gilli, che andava per la maggiore, e che aveva già eretto per il Parodi la Villa Mercede, di costruire una chiesa, ad una navata, nella parte a ovest del giardino della villa stessa, confinante con il rio San Martino. Terminato nel 1903 l'edificio sacro, nello stesso anno venne solennemente inaugurato e consacrato dal vescovo di Ventimiglia Daffra. Officiata nei primi anni come semplice cappella fu affidata alle cure dei padri dell’Opera della Divina Provvidenza di don Luigi Orione, che vi celebravano una messa mattutina nei giorni feriali e le sacre funzioni la domenica. Più tardi la chiesa, allo scopo di garantire alla popolazione del quartiere un più capillare servizio religioso, fu data in gestione negli anni Venti ai Frati Minori Francescani, alla cui curia provinciale di Genova venne donata con regolare atto dai coniugi Parodi nel 1935, rimanendo quindi affidata alla loro cura spirituale fino ai giorni nostri.
La chiesa negli anni '50 con la navata a sinistraNel 1937, per via dell’incremento demografico del quartiere che aveva reso insufficiente la capienza della vecchiaLa chiesa col tram siamo negli anni '30 chiesa, all’unica navata centrale ne venne aggiunta un’altra aperta sul lato sinistro del fabbricato, progettata dall’architetto Silvio Gabrielli.

La chiesa oggi con la modifica del 1977Nel 1977 venne approvato il progetto dell’ Ing. Barabino che prevedeva l'abbattimento della vecchia L'aula ampliatanavata e la costruzione di una nuova navata e dotato il convento di opere parrocchiali, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente l’edificio e renderlo così più adeguato alle esigenze dell’accresciuto numero dei fedeli. I lavori furono terminati nel 1984.

Il 31 ottobre 1938 il vescovo di Ventimiglia Rousset aveva intanto eretto la chiesa della Mercede a parrocchia, affidata dallo stesso presule ai frati minori francescani, proprietari della chiesa, alla quale fu trasferito, su autorizzazione della Congregazione concistoriale, il fonte battesimale ed il beneficio parrocchiale dalla chiesa di Santo Stefano tenuta sino ad allora dai Padri Gesuiti, in modo tale da alleviare il disagio dei molti fedeli che avevano incontrato notevoli difficoltà a raggiungere le rispettive parrocchie per adempiere le pratiche religiose, e in particolare proprio quelli del rione San Martino e della collina di Peiranze verso la chiesa di Santa Maria degli Angeli.

La statua pronta per un pelleginaggioSi ricordano i frati Parroci, che hanno svolto la loro missione evangelizzatrice e che sono stati: Padre Camillo Romano dal 1938 al 1954; P. Anselmo Perrone dal 1954 al 1967; P. Guglielmo Bruschi dal 1967 al 1973; P. Ludovico Brengio dal 1973.

Santa Rita da CasciaAll’interno si segnalano in particolare il dipinto Estasi di santa Rita da Cascia, realizzato da G. Rolando nel 1941 nella prima nicchia a destra entrando.

La statua in gesso della MadonnaL'altareCollocato sopra l’altare della navata centrale, una graziosa statua in gesso della Madonna della Mercede, eseguita da un gruppo di artisti spagnoli di Barcellona.

 


Il Crocifisso ligneoUn grande Crocifisso ligneo, collocato sulla parete destra della navata centrale prima dell'altare. 

Notevole è la volta del tetto. 

La volta sottotetto

Le tre statue di SantiUna statua lignea di san Francesco d’Assisi, realizzata da Luigi Santifaller di Ortisei e due statue in legno raffiguranti rispettivamente San Giuseppe e Sant’Antonio da Padova, e quattordici caratteristici quadretti della Via Crucis.



(fonti: elaborazione da testo di A. Gandolfo; immagini: nostro archivio e Web)

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