La Villa dell'inventore della dinamite

La Villa alla fine dell'800Il fronte della Villa con l'ingressoLa storia della villa, situata in corso Cavallotti, prende avvio verso il 1870, quando il farmacista di Rivoli Pietro Vacchieri acquistò nella zona orientale della città alcuni appezzamenti di terreno, facendovi erigere nel 1871 un'elegante e slanciata palazzina su progetto del giovane architetto locale Filippo Grossi.

Tale costruzione aveva sul lato verso la strada due piani, con angoli e contorni di porte e finestre finemente ornati, aggraziati finestrini a
trifoglio, decorazioni di impronta neorinascimentale-veneziana, ed una torretta adornata con numerosissime pietruzze in uno stile composito riconducibile tuttavia a un liberty fortemente influenzato da un accentuato esotismo di impronta moresca secondo il gusto dell'epoca; verso il mare i piani diventavano invece tre per l'aggiunta di un ampio seminterrato.

Due torrette, con il tetto a forma di pagoda, contribuivano a movimentare la struttura insieme alla linea spezzata del tetto principale. A Filippo Grossi si deve pure l'ornamento murario realizzato in più materiali, particolarmente colorato nell'effetto neomoresco della torretta e nelle decorazioni neorinascimentali a grisaille del corpo principale, rilevabili soprattutto nelle candelabre e negli ornamenti marcapiano a fastigio delle finestre dell'edificio.

La due torrette della villa ed il tettoIl 28 luglio 1874 Vacchieri cedette la sua proprietà al cavaliere genovese Lazzaro Patrone. La Villa Patrone non subì quindi alcun danno dal terremoto del 1887, che invece lesionò gravemente l'attigua Villa Miraflores.



Il 24 aprile 1891 l'erede del cavalier Patrone, Lazza Fausto vendette Villa Miraflores alla sig.ra Rosa Cassini, moglie dell'avvocato Rossi, mentre il giorno successivo cedette Villa Patrone allo scienziato svedese Alfred Nobel, il quale, impossibilitato a proseguire i suoi esperimenti nel laboratorio parigino di Sevran-Livry, aveva deciso di trasferirsi nella nostra città, e in particolare nella villa del cavalier Patrone, alla ricerca di un luogo tranquillo e adatto per i sui lavori scientifici.



Il traliccio in mare per gli esperimenti.Il padiglione sul mare vicino alla passerellaNel 1892 Nobel chiese alle autorità comunali sanremesi l'autorizzazione ad allestire un laboratorio chimico, mentre l'anno precedente aveva chiesto il permesso di costruire un pontile in ferro e legno che si sarebbe prolungato per oltre trenta metri nel mare e che venne destinato ad essere utilizzato da Nobel per i suoi esperimenti balistici.

Per rendere più morbido l'impatto con l'ambiente circostante, lo scienziato fece costruire alla base del pontile un padiglione
a colonne dalle forme neoclassiche e un'edicola in ferro, vetro e cemento per ospitarvi la statua di una fanciulla ritratta nell'atto di tuffarsi, la celebre Tuffolina, realizzata dallo scultore realista lombardo Odoardo Tabacchi.



Su consiglio degli amici Marsaglia, e in particolare dell'ingegnere Giovanni, Nobel affidò quindi nel 1892 l'incarico di effettuare una completa ristrutturazione della villa all'architetto Pio Soli. Quest'ultimo, in collaborazione con il collega matuziano Carlo Gastaldi, realizzò la sopraelevazione di un piano del corpo centrale dell'edificio, poi ricoperto con un tetto di ardesia a scaglie di pesce e dotato di mansarde con finestre ad oculo e merletto di ferro battuto al vertice del tetto.
Soli lasciò peraltro immutata la torretta moresca, che rimase perciò leggermente più bassa della villa. Il particolare stile della torretta venne La Villa con le palme troncheinoltre ripreso nella decorazione delle colonnine situate ai lati delle finestre del piano sopraelevato.

Le decorazioni e il rialzo vennero effettuati pure nelle altre due torrette, alle quali fu asportato il tetto a pagoda, mentre quella a fianco dell'ingresso rimase tempestata di pietre ed altri materiali.

Nonostante tutti i vari e ripetuti
tentativi di conferire un'unità stilistica all'insieme della struttura, l'impianto architettonico dell'edificio rimase tuttavia caratterizzato da un particolare miscuglio di stili diversi, che conferisce alla villa un aspetto non privo di una componente vagamente eccentrica.

A partire dal 1891 Nobel aveva intanto iniziato ad arredare la villa con mobili moderni dall'impronta tipicamente esotica.

Il laboratorio di NobelL'edificio aveva due grandi verande di vetro con vista sul mare, mentre in un salotto cinese era collocato un sofà di ebano con intarsi madreperla e le pareti ricoperte di tela ricamata in stile cinese; altri locali erano costituiti da un "salotto di mezzo" con pareti rivestite di seta gialla, da un piccolo salotto in stile pompeiano con pareti finemente affrescate e dalla camera da letto dello scienziato con talamo in noce scolpito.

Nella sua villa Nobel morì infine il 10 dicembre 1896.

I due medici sanremesi Bobone e Martemucci si incaricarono dell'imbalsamazione della salma del chimico svedese, le cui esequie furono celebrate nella stessa villa da un pastore dell'Ambasciata di Svezia a Parigi, il reverendo Nathan Soderblom, amico personale di Nobel e futuro arcivescovo di Uppsala.

Di fronte alla scalinata d'ingresso.Nel 1897, l'anno dopo la morte dello scienziato i suoi eredi vendettero lo storico edificio al direttore della Società tedesca di dinamite Max Adolphe Philipp, già designato dallo stesso Nobel come esecutore testamentario nel 1893.

Alla morte di
Philipp, avvenuta il 26 gennaio 1902, i suoi eredi cedettero l'intera proprietà, con atti del 30 novembre 1905 e 4 aprile 1906, a Giovanni Parodi, la cui famiglia rimase proprietaria della Villa e del parco circostante fino al 19 gennaio 1968, quando il fabbricato fu venduto all'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Sanremo.

Quest'ultima procedette negli anni successivi ad una serie di restauri conservativi della struttura, tra i quali il recupero degli affreschi effettuato nel 1970 dall'architetto Maggiora Vergano tramite il rifacimento delle decorazioni in stile liberty, e alla sistemazione del giardino.

Il 30 luglio 1973 Villa Nobel e l'attiguo parco furono poi ceduti dall'Azienda turistica matuziana all'Amministrazione Provinciale di Imperia per la somma complessiva di 258 milioni di lire.

Dopo l'acquisto da parte della Provincia, la villa divenne quindi una prestigiosa sede di rappresentanza dell'ente provinciale e di importanti manifestazioni culturali.
Un angolo del ParcoIl vasto parco circostante, che una volta si estendeva fino al mare, è particolarmente ricco di piante pregiate, come l'altissimo Cupressus macrocarpa, di origine californiana, sotto il quale è sistemato un grande cannone fabbricato dalle acciaierie Bofors in Svezia nel 1893 e usato dallo scienziato svedese per i suoi esperimenti sulla gittata delle armi. Nel pregevole giardino circostante la villa erano presenti, oltre a piante e fiori esotici mescolati alla tipica vegetazione mediterranea, alcune strutture laboratorio usate da Nobel e dai suoi collaboratori. Un collegamento verso sud, un tempo interrotto dalla linea ferroviaria, portava ad un belvedere di proprietà e alla spiaggia, più recentemente inglobata all'interno della struttura portuale.


Il MuseoNel 1993 iniziarono importanti lavori di restauro, indispensabili per superare alcuni problemi creatisi nel tempo e per ricavare quegli spazi necessari alla destinazione museale.

Il 20 luglio 2002, alla presenza delle massime autorità cittadine e provinciali, è stata infine inaugurata la nuova Villa Nobel, dopo gli interventi di consolidamento e restauro conservativo della struttura e la sua conversione a edificio di rappresentanza, centro convegni, museo e biblioteca nobeliana, curati dagli architetti Mirella Scianda e Sergio Raimondo con la consulenza dell'ingegnere Giovanni Rolando.

La biblioteca di NobelAll'interno della villa, arredata in stile fine '800 e primi '900, è stato inoltre completamente trasformato il Museo Nobel grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia e alla consulenza dello studio Woodtli Design di Zurigo, oltre al fattivo interessamento del direttore del Museo delle Scienze di Stoccolma ingegner Strandh, che aveva raccolto in alcune vetrine un copioso materiale, ricostruendo anche il laboratorio di ricerca dello scienziato. Sono stati inoltre ricollocati alcuni mobili appartenuti ad Alfred Nobel: lo studio, un salotto, la camera da letto, alcuni caminetti.
Il piano d'ingresso è stato adibito a spazio conferenze.

Congressisti Del Diritto UmanitarioNella villa ha pure la sua sede ufficiale l'Istituto Internazionale di Diritto Umanitario, mentre la sede operativa è a Villa Ormond.

L'esposizione nel Museo Nobel, denominata " Scopri l'Ottocento ", offre un quadro generale delle scoperte più importanti del XIX secolo all'interno delle quali si inseriscono le attività di ricerca a cui Nobel si è dedicato: telegrafo, telefono e in genere l'alta fedeltà, la seta artificiale e i materiali sintetici, gli utensili di lavoro e la galleria del San Gottardo, la dinamite, con i primi tentativi di ricerca a partire dalla scoperta della nitroglicerina fatta dall'italiano Ascanio Sobrero nel 1847.



Una sezione è dedicata ai premi Nobel.

(libera rielaborazione di testi di Andrea Gandolfo "Guida al Patrimonio, vari autori "Sanremo tra due secoli; Immagini da archivio privato)

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