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La Fontana "Funtanassa" 

Per parlare di questa fontana bisogna partire da lontano, da quando cioè nel 979 d.c. un gruppo di contadini, finita la minaccia dei saraceni a causa dei quali si La targa che era apposta per ricordane il nomeerano rifugiati nell'entroterra, chiesero ed ottennero dal Vescovo Teodolfo, in cambio di una percentuale sui prodotti agricoli che se ne sarebbero ricavati, l'autorizzazione di stabilirsi sulla collina pliocenica denominata "Costa".
Gente che attende il proprio turno per attingere l'acquaQui cominciarono a costruire le case intorno ad un nucleo fortificato: il "Castrum". La collinetta era facilmente difendibile e le abitazioni, costruite una attaccata all'altra senza soluzione di continuità, costituivano delle vere e proprie mura nelle quali si aprivano, nei punti strategici, alcune porte per l'accesso e l'uscita dalla città.

Il problema dell'acqua però sorse da subito perché, anche se il nucleo abitativo aveva due torrenti, il San Francesco a levante ed il San Romolo a ponente che scorrevano al fondo delle due valli laterali, questi restavano fuori dalla cinta muraria e non erano quindi facilente raggiungibili per attingervi l'acqua.


La soluzione si trovò sia scavando dei pozzi all'interno della città (il sottosuolo risulta attraversato da alcune vene d'acqua), sia costruendo delle cisterne di raccolta e contenimento dell'acqua.

Tra queste cisterne la più famosa è quella situata nell'attuale via Romolo Moreno (anticamente chiamata via alla Costa), e denominata "Funtanassa".
Citata in alcuni documenti medievali è una vasca che raccoglie l'acqua di una canaletta che scorre all'interno del palazzo che la sovrasta. L'acqua proviene dallo stillicidio di derivazione piovana che fuoriesce dal terreno in corrispondenza di uno strato argilloso.

La scritta della data sulla volta della cavernaPer la datazione della Funtanassa esiste una data incisa sull'intonaco all'interno dell'edificio che la contiene: 1436.
Considerato però che l'intera struttura della Funtanassa si trova all'interno delle mura fatte completare da Roberto d'Angiò, re di Napoli e protettore dei guelfi San-Romolesi, nel 1321, si può ragionevolmente ipotizzare che la cisterna sia antecedente a questa data.

La fontana con la vasca per abbeverare gli animaliLa cisterna forniva l'acqua sia per gli usi domestici che per abbeverare gli animali, in special modo le mule, che erano utilizzate come bestie da soma.
Per questo specifico scopo alla base esterna della cisterna era posizionata una vasca che troviamo ancora rappresentata in alcune cartoline d'epoca e che è stata asportata all'incirca nella metà del secolo scorso, quando non si utilizzarono più gli animali all'interno della città. Era di forma rettangolare, metri 5 x 2 circa, in grossi conci di pietra squadrati, e una copertura con volta a botte. 


La fontana quando era attiva Al posto della vasca-abbeveratoio è stata piazzata una fontanella in ghisa, oggi non più funzionante.

(Per le caratteristiche della cisterna interna che alimentava la fontana vedasi pag.21 La cisterna della Funtanassa.)

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